
Guerra
Cos’è vivere
tra fantasmi ubriachi
e madri che tra le gambe giovani
strette da gambe padrone
dure di desiderio
vedono crescere
il riso della loro ciotola
Cos’è vivere
con l’acqua che puzza
di figlie che strofinano via
con spugna e sapone
aliti e vergogna
Occhi immensi e persi
non osano guardare
aggirarsi nelle spoglie stanze
nere di muri scrostati
la giovinezza oltraggiata
Occhi ciechi e ottusi
non osano guardare
le bianche pance
che l’offesa gonfia
Mani maldestre
strappano acerbi frutti
il sangue si mischia
col sangue dell’aguzzino
riverso per strada
rossa si colora la terra
di vittime e carnefici
si ciba la guerra